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| Rosario Cona, 63 anni |
| 27 aprile 2009 |
"Una morte assurda per un guardiano di Villa Trabia, ucciso da un pesante ramo che gli è piombato sul cranio, provocandogli una ferita mortale. Rosario Cona, 63 anni, dipendente della Gesip, è la vittima palermitana dello scirocco killer che ha sferzato per ore la città. Erano circa le 10,30. Almeno mezz´ora prima la caduta di un grosso ramo a pochi centimetri da altri due dipendenti della Gesip, aveva spinto i guardiani a decidere la chiusura al pubblico della Villa, sede dell´assessorato comunale alla Cultura e della biblioteca multimediale, per motivi di sicurezza. I lavoratori erano rimasti lì, anche per permettere l´ingresso delle auto di servizio. Secondo quanto raccontato dagli altri guardiani dell´ingresso di via Salinas, Cona stava richiudendo i cancelli dopo il passaggio dell´auto dell´assessore Giampiero Cannella. All´improvviso, forse dopo una raffica più forte delle altre, da un ficus secolare si sono staccati due grossi rami che hanno colpito Cona in testa. Il guardiano si è accasciato contro la guardiola di legno, e i suoi colleghi lo hanno subito soccorso, chiamando contemporaneamente il 118. Ma non c´è stato nulla da fare: Cona è morto poco dopo essere arrivato a Villa Sofia. «Era una persona squisita, il lavoro fatto persona. Viveva per la Gesip e per la sua famiglia» dice uno dei guardiani che era con lui a Villa Trabia, dove Cona lavorava da sei anni. «L´ultima volta che abbiamo parlato - aggiunge Pietro Giannotta, caposquadra della Gesip - mi raccontava che stava cercando di raggranellare 500 euro per comprare un notebook al figlio. Era questo il regalo che avrebbe voluto fargli. Sul lavoro era un uomo esemplare. Mai una lite, anzi cercava sempre di placare gli animi, faceva da paciere fra i colleghi di lavoro. Cercava sempre di lavorare anche nei giorni festivi per guadagnare di più. Era poi dotato di una memoria di ferro. Ricordava i turni di tutti gli operai in servizio alla Villa e quanti festivi erano stati fatti da ognuno». Al dolore dei colleghi si aggiunge quello dei familiari: Cona, che abitava in via Pitrè, lascia tre figli e la moglie. «Avevamo parlato al telefono dieci minuti prima che morisse» racconta tra le lacrime Rosalia Ribisi, 56 anni, accasciata su una panchina della camera mortuaria di Villa Sofia. «Ma come è possibile - si chiede la donna - che un uomo possa morire così? Mio marito era dedito al lavoro. Da 13 anni, ogni mattina, si alzava dal letto all´alba. Era onesto Rosario, buono. Era mio marito, per me il miglior uomo sulla terra». Cona non aveva mai avuto un´auto. Alle 5 e 30 già era giù dal letto per andare a prendere l´autobus verso il suo posto di lavoro. Anche ieri aveva baciato sulla fronte Rosalia ed era sceso per andare a Villa Trabia. «Stamattina (ieri, ndr) l´avevo chiamato per raccontargli che avevo sbrigato una commissione all´acquedotto - racconta Rosalia - Lui però era distratto, mi diceva che c´era vento e che mi doveva lasciare perché doveva stare attento all´ingresso della villa». «In ospedale - racconta Marco, 21 anni, il più piccolo dei figli della coppia - ci hanno fatti entrare in camera mortuaria, lì ho visto mio padre senza vita. Voleva che prendessi almeno il diploma, ma io, testardo, non gli ho dato nemmeno questa gioia e mi sono ritirato dalla scuola» dice Marco sotto shock. Rosario Cona lascia altri due figli, Vito di 29 anni, che lavora a La Spezia, e Barbara, 32 anni. Dolore e rabbia anche da parte dei responsabili per la sicurezza della Gesip. «Abbiamo lanciato ripetutamente allarmi per la sicurezza in tutti i siti comunali seguiti dall´azienda: non sappiamo nemmeno quanti siano - attacca Salvo Barone, rappresentante della Uiltucs - la Gesip lancia le segnalazioni al Comune, ma l´amministrazione non interviene. Del resto ci dicono che, essendo il Comune il nostro unico proprietario e anche unico committente, non bisogna spingere troppo». La morte di Cona diventa così l´occasione per rilanciare l´allarme: «Abbiamo chiesto più volte - dice Barone - l´elenco dei siti controllati dall´azienda, ma non siamo riusciti a ottenerlo. Da domani (oggi, ndr) cominceremo un´ispezione a tappeto e dove ravviseremo la mancanza delle condizioni di sicurezza, avviseremo le autorità perché siano chiusi. La prima tappa? Il cimitero dei Rotoli». Ancora da decidere la data dei funerali. «Per noi sarà lutto aziendale - anticipa Barone - e nessuno andrà a lavorare. Stiamo anche valutando l´ipotesi di autotassarci di 10 euro a testa per un fondo di solidarietà per la famiglia Cona. La sua morte è davvero un lutto per noi tutti: era una persona straordinaria»." |
| fonte: palermo.repubblica.it |