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| Mario Corbelli, 25 anni |
| 10 febbraio 1993 |
| "L' ennesima tragedia sul lavoro, nella lontana Sardegna, e' costata la vita a due fratelli bresciani. Mario e Maffeo Corbelli, il primo di 25 anni, il secondo di 24, sono morti a Ittiri, un paese di circa diecimila abitanti in provincia di Sassari. Qui i due operai camuni lavoravano alle dipendenze della ditta Rebaioli di Darfo Boario Terme, che dalla fine del 1991 e' impegnata nella posa di elettrodotti per conto dell' Enel. Dai cantieri della Sardegna, ogni due settimane, tornano in Valcamonica 35 operai. E presto arriveranno due bare. Maffeo Corbelli era stato assunto dall' azienda di Darfo nel 1990; il fratello Mario aveva invece interrotto il rapporto contrattuale per riprenderlo nel 1991. I due fratelli, al momento della sciagura, erano al lavoro in una specie di cestello sorretto da una gru a un' altezza di circa 30 metri. All' improvviso il contenitore si e' rovesciato, per cause ancora sconosciute, e i due operai si sono sfracellati al suolo. La morte e' stata istantanea. La magistratura ha aperto un' inchiesta. I carabinieri della locale stazione e della compagnia di Alghero hanno gia' effettuato i primi rilievi. A un terzo fratello, Amabile, 35 anni, anch' egli dipendente della stessa ditta, e' toccato il triste compito di rivelare l' accaduto agli altri familiari. Mario e Maffeo erano rispettivamente il terzultimo e i quartultimo di dodici figli, dieci maschi e due donne. Papa' Bonomo, 66 anni e mamma Francesca Venturelli, 64 anni, coltivatori diretti, hanno cresciuto la loro famiglia con grande dignita' , all' insegna dei sacrifici e dell' onesta' . Sotto il loro tetto vivono ancora i due rampolli piu' giovani. Gli altri si sono formati una famiglia. A tutti la notizia e' giunta come un fulmine a ciel sereno. I due operai, nonostante la giovane eta' , erano molto apprezzati in Valcamonica per le loro capacita' e per l' impegno che caratterizzava il loro lavoro. I corpi sono stati ricomposti nella camera mortuaria dell' ospedale di Ittiri, a disposizione dell' autorita' giudiziaria. Torneranno in Valcamonica dopo le formalita' di rito. Per la Sardegna, ieri, sono partiti gli altri fratelli delle vittime". |
| fonte: archiviostorico.corriere.it |