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| Rosario Rodinò, 26 anni |
| 19 dicembre 2007 |
| Era ricoverato nel centro ustionati di Genova. Assunto sei anni fa al posto di suo padre. Alle esequie di Rocco Marzo, un collega grida ai dirigenti: "Avete le mani sporche di sangue". Nel giorno del funerale della quinta vittima per il rogo alla ThyssenKrupp di Torino, dal centro grandi ustionati di Genova giunge la notizia di un'altra vittima. Rosario Rodinò, il 30 ottobre scorso, aveva compiuto 26 anni. Dopo tredici giorni di agonia, poco prima delle 9, è deceduto nell'ospedale Villa Scassi di Genova. Era stato assunto in fabbrica quasi sei anni fa dando il cambio a suo padre, che per una vita aveva lavorato nella stessa acciaieria. Per una drammatica coincidenza, all'arrivo in ospedale al Mauriziano di Torino, prima di essere trasferito al centro ustionati di Genova, l'infermiera che ha accolto Rosario al pronto soccorso è stata la madre di Bruno Santino, un'altra vittima della tragedia alla ThyssenKrupp. "Aveva ustioni su quasi tutto il corpo", ha detto Mauro Pierri, il direttore sanitario dell'ospedale genovese dove era ricoverato Rosario. "L'abbiamo mantenuto in coma farmacologico perché non sentisse dolore". Cordoglio per la morte dell'operaio è stato espresso dalla ThyssenKrupp che, in una nota, fa sapere che non mancherà "di stare vicino alla famiglia, assicurando tutto il supporto umano e finanziario necessario". Stamane nella parrocchia di San Giovanni Maria Vianney a Torino dove si sono celebrate le esequie di Rocco Marzio, il quinto operaio morto nel rogo, era presente anche l'amministratore delegato del gruppo, Harald Espenhahn. Tanto dolore tra i compagni di lavoro e qualche momento di tensione quando Ciro Argentino, sindacalista dell Fiom e collega delle vittime, ha strappato il nastro che pendeva dalla corona inviata dall'azienda. "Avete le mani sporche di sangue", ha urlato il sindacalista. In prima fila, vicino alla bara, sedevano la moglie di Rocco, e i loro due figli, Alessandro e Marina. L'arcivescovo di Torino, cardinale Severino Poletto, officiando i funerali ha detto: "Solo ieri sono morti altri cinque operai: quella della sicurezza su lavoro è un'emergenza nazionale". L'incendio alla linea 5 si era sviluppato all'alba del 6 dicembre scorso nello stabilimento torinese della multinazionale. Il nome di Rodinò si va aggiungere alla lista delle vittime che già contava Antonio Schiavone, 36 anni, Roberto Scola (23), Angelo Laurino (43), Bruno Santino (26) e Rocco Marzo (54), che è deceduto domenica scorsa. Resta ricoverato in gravissime condizioni un settimo operaio, il ventiseienne Giuseppe Demasi, ricoverato al Cto di Torino. Accertate le cause dell'incendio, la procura di Torino sta cercando di definire le responsabilità. Per ora gli indagati sono tre, ma alla luce di quanto sta emergendo, il quadro potrebbe essere modificato. I magistrati contano di chiudere le indagini entro la fine di gennaio. |
| fonte: www.repubblica.it |