![]() |
| Domenico Occhinegro, 26 anni |
| 1 agosto 2007 |
| TARANTO - E’ stato travolto da un grosso tubo che lo ha schiacciato contro un macchinario. Le sue urla di dolore e terrore sono state udite da un altro lavoratore che ha lanciato l’allarme. Ma per Domenico Occhinegro, palagianese di 26 anni, da tre anni dipendente Ilva, non c’è stato nulla da fare. Era all’interno del Tubificio due, al lavoro, come sempre, quando purtroppo gli è piombato addosso quel grosso tubo. Ed il suo nome, ora va ad allungare il terrificante elenco di morti bianche mietute dal colosso dell’acciaio. Domenico si è spento nel cuore della notte. Dopo il disperato quanto generoso tentativo dei medici del Ss. Annunziata di strapparlo alla morte con un intervento chirurgico. L’equipe medica, però, non ha potuto fare nulla per contrastare le gravissime lesioni interne provocate dal tubo killer. Poco dopo le tre della notte appena trascorsa, il giovanissimo operaio è spirato. La notizia del nuovo lutto si è subito diffusa nello stabilimento gettando nello sconforto il popolo delle tute blu, che si ritrova a piangere un altro compagno. Alcuni operai si sono riuniti sotto la Prefettura dove hanno incontrato il sindaco Ippazio Stefàno (nella foto di Renato Ingenito). In prefettura è prevista una riunione nel pomeriggio a cui dovrebbe partecipare il sottosegretario Antonio Gaglione. Indescrivibile il dolore dei familiari e degli amici del paese nativo di Domenico. Palagiano piange un suo giovane figlio che all’ombra delle ciminiere lavorava per portare a casa la pagnotta ed invece ha trovato una morte crudele. Sul posto dell’incidente sono subito intervenuti gli ispettori dello Spesal della Asl che stanno provando a ricostruire la dinamica dell’incidente mortale. Domenico Occhinegro, poco prima dell’incidente, era intervenuto con un collega in un’area diversa da quella dove ha trovato la morte. Era stato chiamato per collaborare allo spostamento di materiale da un gruista. Ultimata quella operazione, si è allontanato insieme al collega in servizio con lui. Pochi minuti dopo gli operai hanno sentito le sue urla provenire da una zona in cui in realtà non doveva esserci nessuno. Si tratta dell’area riservata ad un macchinario che viene utilizzato per spostare i tubi all’interno del reparto tubificio due per procedere alla raffinazione del prodotto. Il macchinario killer è un carrello idraulico fisso che mediante un sistema di selle sposta i tubi. Domenico è rimasto intrappolato proprio su una di queste selle sulla quale è piombato il tubo che ha schiacciato il lavoratore. Gli uomini dello Spesal hanno interrogato alcuni lavoratori per provare a comprendere il perchè della presenza di Occhinegro in quella zona in realtà interdetta ai lavoratori mentre il macchinario è in funzione. Stando a quanto si è appreso, nessuno è stato in grado di fornire una spiegazione. Gli esiti della primissima attività di indagine finiranno in un rapporto che sarà spedito all’attenzione della sezione della procura che si occupa di incidenti sul lavoro. Il magistrato di turno, il pm Antonella Montanaro, intanto, alla luce delle indicazioni fornite dal medico legale Marcello Chironi, ha ritenuto superflua l’autopsia ed ha già dato il via libera per i funerali. Saranno le indagini a fare luce su questa ennesima tragedia, ma ora è solo il momento delle lacrime e del dolore. |
| fonte: www.tarantosera.com |