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Mauro Zannori, 51 anni

7 agosto 2007

"Nessuno. Non è entrato nessuno, ieri mattina, nelle acciarie di Terni. Sciopero. Né le tute blu della Tk-Ast (Thyssen Krupp Acciai speciali Terni), né le maestranze delle aziende delle controllate (Titania, Società delle fucine, Tubificio, Aspasiel e Centro finitura), né gli operai di tutte le aziende che lavorano all'interno della struttura siderurgica per lavori di impiantistica, carpenteria, manutenzione. In 4mila con le braccia incrociate per denunciare l'ennesima morte bianca. Mauro Zannori, 51 anni, ammazzato il giorno prima dalla lastra di metallo che lo ha travolto, era dipendente di una ditta di carpenteria metallica. Era uno del "terziario", come l'ultimo operaio morto nelle acciaierie tre anni fa. Il giorno prima era scattato immediatamente lo sciopero delle Rsu di Tk-Ast che hanno lanciato l'astensione generale dal lavoro di ieri mattina. Alle cinque c'erano già i picchetti ai cancelli. E si è discusso parecchio, ieri mattina. «I lavoratori ci hanno detto che non possiamo arrivare solo quando c'è scappato il morto - spiega a Liberazione , Michele Dettori, Rsu della Fiom in Tk Ast, 34 anni, metalmeccanico da 15 - hanno ragione, serve più vigilanza. La logica dell'impresa esercita una pressione enorme sui lavoratori. Per questo abbiamo coinvolto tutti, per non lasciare soli i lavoratori del terziario. Chiediamo sistemi di vigilanza diversi da quelli previsti dalle normative, vogliamo un controllo sugli orari di ingresso ai cantieri: chi fa troppo straordinario rischia di più. Vogliamo la piena agibilità, in tutti i cantieri, anche per i nostri delegati alla sicurezza». Non è finita qui, annuncia il sindacato. Ci saranno altre iniziative, oltre alla partecipazione ai funerali di Zannori, dopo l'autopsia. L'Umbria registra il 47% di incidenti sul lavoro in più della media nazionale. E con Zannori, dall'inizio dell'anno, gli omicidi bianchi sono già 13. Una situazione intollerabile che ha spinto il senatore umbro del Prc, Stefano Zuccherini (vicepresidente della commissione lavoro di Palazzo Madama), a chiedere che la Regione convochi tutti i soggetti interessati per giungere a un protocollo d'intesa che garantisca a un delegato alla sicurezza la possibilità di intervenire nella zona appaltante. Esistono intese simili alla Fincantieri di Taranto (dove il sindaco Stefàno ha annunciato il varo di un tavolo interistituzionale) e nei porti di Genova e Napoli. Intese e accordi del genere servirebbero, lo dice la Cgil, in tutti i posti di lavoro. A cominciare da Terni, in drammatico ritardo, e dall'Illva di Taranto.".

fonte sito web rifondazione comunista