
Angelo Busiello, 35 anni
8 agosto 2007
"Dopo anni di lavori saltuari e trasferte aveva strappato un contratto regolare. Una fortuna inaspettata. Ma, ieri mattina, Angelo Busiello, 35 anni, è morto proprio sul posto di lavoro, con in tasca quel contratto che aveva sognato per tanto tempo. Cercava di sollevare una lastra di eternit dal tetto di un capannone industriale, a Mugnano. Ma questa, marcia per la pioggia e il tempo, si è spezzata. L´operaio è volato giù.
Sei metri di caduta libera, contro il cemento, sfiorando la piattaforma di sicurezza al centro del cantiere, in via Pietro Nenni 61. Busiello, nato il giorno di San Valentino, una moglie, Carmela Toriello, e tre figli (uno appena nato), è morto sul colpo. Il suo turno era cominciato da un quarto d´ora. Con la morte di Busiello si riapre la polemica sulla sicurezza nei cantieri. «L´inosservanza delle regole più semplici - insorge l´assessore regionale al Lavoro, Corrado Gabriele - espone i lavoratori a un prezzo elevatissimo. Occorrono più controlli per fermare la strage». Il pm Monica Campese ha aperto un´inchiesta. Sotto la lente di ingrandimento della Procura e dei carabinieri la "Francesco Costa srl", di Acerra, che stava eseguendo la bonifica-amianto nel capannone, per conto de "La Gevi". Busiello aveva un regolare contratto di sei mesi, firmato il 19 ottobre 2006 e prorogato il 19 aprile. Secondo un primo sopralluogo dei tecnici dell´Asl Napoli 2 l´operaio non indossava il casco né le cinture. Sequestrato il cantiere.
Nella Asl Napoli 2 ci sono solo 7 ispettori. «Così non possiamo andare avanti - si sfoga un tecnico Asl durante il sopralluogo nel capannone della tragedia - Il nostro capo è in pensione da luglio e il concorso per 6 nuovi ispettori è fermo da aprile. Lavoriamo con le auto personali e firmiamo una liberatoria all´azienda in caso di incidente». Si lamentano i tecnici della sicurezza del lavoro, impotenti davanti all´ennesima tragedia. Si disperano i familiari di Angelo. «Era così contento. Dopo anni di lavoro nero e di sacrifici aveva un contratto regolare. E il lavoro l´ha ucciso, la mancanza di sicurezza, la sorte. Angelo ha tre figli. Non è giusto», si sfoga con i clienti della sua pescheria, proprio accanto alla chiesa Santa Maria La Nova a Sant´Anastasia, Alessandro Di Marzo, il cognato di Busiello. «Penso a sua madre, Maria - piange un´amica di famiglia - Il marito è morto a soli 48 anni e l´ha lasciata vedova. Hanno dovuto chiudere la salumeria. Angelo, Enzo e la terza figlia erano la sua vita. Tutti grandi lavoratori. Angelo aveva appena avuto un bimbo e ne ha altri due più grandi, una ragazzina di 14 anni e un bimbo di dieci».
Gli infortuni mortali in Campania dall´inizio dell´anno sono 38. Se gli ispettori della Asl Napoli 2 sono sotto organico, gli ispettori della direzione provinciale del lavoro sono 5 per la prevenzione infortuni (un ispettore ogni 800.000 abitanti) e 76 per la lotta al lavoro nero. Eppure con numero così esiguo, gli uomini diretti da Sergio Trinchella da gennaio ad oggi hanno passato al setaccio 1.233 cantieri, firmando 100 sospensioni. «L´obiettivo è arrivare a 2.200. Siamo a un buon 60 per cento», spiega Trinchella. Controlli richiesti direttamente dal ministro del lavoro, Cesare Damiano. La morte di Angelo Busiello «deve far capire che la legge delega sulla sicurezza non ha una funzione salvifica. La responsabilità sociale deve essere un parametro di crescita, non si può perseguire il massimo ribasso a tutti i costi», dice il segretario della Fillea Cgil di Napoli Giovanni Sannino, a cui fa eco con forza il segretario della Camera del Lavoro Giuseppe Errico: «Dobbiamo lottare per far vivere una nuova cultura del lavoro e della sicurezza»".
fonte 'l'espresso online'