
Hyesen Zdralla, 39 anni
4 maggio 2007
"Un uomo di 39 anni, Hyesen Zdralla, nato a Durazzo in Albania ma residente a Taranto, dipendente della ditta «Sabbia Ghiaie e Calcestruzzi» sas di Dimaro, è morto mentre lavorava alla costruzione di una strada forestale sul massiccio del Cadria, in val di Ledro. È precipitato in un burrone insieme all’escavatore che sembra stesse manovrando. Il poveretto non ha avuto alcuna possibilità di sopravvivenza, perché è volato per più di 40 metri. Per recuperare la salma gli uomini del Soccorso alpino ledrense si sono dovuti calare fino in fondo al precipizio. L’operazione ha richiesto diverso tempo e molta perizia: quando le squadre di soccorso sono tornate a valle, a Tiarno di Sotto, erano passate le 22.
Le circostanze in cui è avvenuto l’infortunio mortale (purtroppo l’ennesimo che le cronache trentine hanno dovuto registrare negli ultimi mesi) ieri nella tarda serata non erano ancora del tutto chiare.
Secondo le prime, frammentarie informazioni ricevute dal 118 e dai vigili del fuoco, i primi ad accorrere sulle pendici meridionali del monte Cadria verso le 19, l’operaio era stato travolto da un escavatore. Solo più tardi, quando i soccorritori sono giunti sul posto, in località Vias a 1200-1300 metri di quota, si è capito che l’incidente era molto più grave di quanto sembrasse in un primo momento.
A lanciare l’allarme erano stati i compagni di lavoro dell’albanese. Fin dal primo mattino erano stati impegnati lassù, nei lavori affidati all’impresa della Valle di Sole dal Comune di Tiarno di Sotto, che vuole realizzare una strada per raggiungere e captare una nuova sorgente d’acqua.
La vittima con l’escavatore stava spostando grosse quantità di terra e sassi in una zona scoscesa, che termina improvvisamente in un dirupo molto profondo. Stando alla prima sommaria ricostruzione dei fatti, nel punto in cui stava operando pare si sia verificato uno smottamento, forse causato proprio dall’intervento della pala meccanica. Rapida quanto imprevedibile, almeno agli occhi degli operai presenti, la frana ha investito in pieno la ruspa e l’uomo che c’era sopra, trascinandoli con sè nel burrone.
Probabilmente la richiesta di soccorso è partita tardi a causa della difficoltà di comunicazione tra la località Vias (che tra l’altro non è raggiungibile nè con radio nè con cellulari) e il fondovalle, ma comunque per il lavoratore straniero fin da subito non c’era nulla da fare. Eppure da Trento è decollato l’elicottero del 118 e da Bezzecca è partita l’ambulanza della Croce Rossa. Mentre quest’ultima ben presto era costretta a fare inversione di marcia, fermata dall’inaccessibilità della zona per un automezzo che non sia quantomeno un fuoristrada d’ultima generazione, l’elicottero sorvolava l’area del cantiere. Intanto in Vias giungevano i vigili del fuoco di Tiarno e Pieve (poi coadiuvati dai colleghi di tutta la valle), il Soccorso alpino e i carabinieri di Bezzecca.
Alle 20 il velivolo faceva ritorno nel capoluogo in codice 4, ossia senza feriti a bordo e portando la notizia peggiore.
Dopo aver ottenuto dal magistrato di turno il nulla osta alla rimozione, gli uomini del soccorso alpino ledrense coordinati da Gianluca Daldoss, servendosi di fotocellule per illuminare il fondo del dirupo, hanno recuperato la salma. Sulle pendici del Cadria nel corso della serata si è recato anche un responsabile dell’Ispettorato provinciale del lavoro, che insieme ai carabinieri di Bezzecca hanno effettuato i primi rilievi dell’indagine che certamente sarà condotta sull’infortunio al fine di accertare cause e responsabilità".
fonte 'cgil trentino'