
Elia Pizio, 44 anni
6 marzo 2007
"È morto dopo essere rimasto schiacciato sotto la pala di un escavatore. Vittima dell'infortunio un dipendente del Comune di Schilpario, Elìa Pizio, 44 anni, che viveva con la moglie e i due figli nella frazione Barzesto. E' morto agli Ospedali Riuniti di Bergamo, a poche ore dal grave incidente sul lavoro accaduto in mattinata.
Elìa Pizio da quasi due anni lavorava come operaio tuttofare del municipio scalvino: ieri mattina, insieme all'altro operaio comunale, aveva raggiunto un cantiere in via Lesa dove l'Amministrazione sta effettuando un intervento per la manutenzione e la messa in sicurezza del muro che sostiene la strada. La via, che si stacca poco prima dell'abitato di Schilpano, conduce dal cimitero alla zona agricola e industriale del paese. All'altezza di una cascina, i due operai avevano iniziato ad armare il muro di sostegno della strada. Attorno alle 10.30 stavano gettando il cemento: Elìa Pizio era sulla strada, il suo collega all'opera su un piccolo escavatore, di proprietà dello stesso Comune di Schilpario. Dalla pala della ruspa scendeva, attraverso un tubo, la colata di calcestruzzo: Elìa Pizio stava manovrando proprio questo tubo per indirizzare nel migliore dei modi il cemento. Aveva quindi le spalle rivolte verso la ruspa e non si è accorto di quanto è successo: all'improvviso la benna carica di cemento lo ha investito in pieno, schiacciandolo a terra. Il volto dell'operaio è finito nel cemento fresco: ciò da un lato gli ha evitato gravi lesioni al volto e al capo, ma dall'altro ha rischiato di farlo soffocare. Restando con la faccia nel calcestruzzo, Pizio ha infatti ingerito il materiale. Il collega si è accorto dell'incidente ed è sceso immediatamente dalla ruspa, chiedendo aiuto alle ditte vicine. Da una di queste un operaio ha raggiunto il luogo dell'incidente manovrando un muletto meccanico, con il quale si è cercato di sollevare la benna. La ruspa si è però sbilanciata, col rischio di franare addosso a Pizio e, prima di compiere ulteriori manovre, è stato fatto intervenire anche un trattore che, dall'altra parte della strada, ha bloccato l'escavatore con una fune.
Quando finalmente Elìa Pizio è stato liberato, i primi soccorritori lo hanno adagiato a terra e gli hanno liberato la bocca dal cemento. Gli hanno poi praticato la respirazione bocca a bocca. Poi sul posto è arrivato il personale del 118: da Vilminore è giunta un'ambulanza e da Orio l'elisoccorso. Le condizioni di Elìa Pizio sono parse subito a tutti molto gravi: è stato rianimato e poi intubato per consentirgli di respirare.
Quando la moglie è arrivata, vedendo le condizioni del marito è stata colta da malore e i volontari del 118 hanno dovuto prestare anche a lei un primo soccorso. Numerose persone hanno assistito alla scena: tanti cittadini di Schilpario, dove Pizio era conosciuto da tutti, richiamati dalle sirene dei mezzi di soccorso e dall'elicottero hanno raggiunto il luogo dell'incidente per vedere cosa fosse successo. Elìa Pizio è stato caricato a bordo dell'elicottero e portato all'ospedale Bolognini di Seriate: da qui è stato trasferito d'urgenza agli Ospedali Riuniti di Bergamo dove attorno alle 13,30 è morto in seguito alle gravi lesioni riportate.
In via Lesa a Schilpario sono intervenuti i carabinieri della stazione di Vilminore per cercare di fare luce su quanto accaduto. Hanno sentito a lungo l'altro operaio che stava lavorando con la vittima che, pur scosso e provato da quanto accaduto, ha cercato di ricostruire la dinamica dell'incidente. Poiché la pala meccanica è scesa fino al punto di schiacciare a terra Elìa Pizio, si possono fare due ipotesi: o che la ruspa abbia subito un guasto improvviso o che la benna fosse troppo carica e che si sia quindi sbilanciata. A terra, accanto all'escavatore, sono rimasti gli indumenti da lavoro di Elia Pizio: la tuta, gli scarponi e i guanti insieme a qualche attrezzo, come i chiodi, il martello e la matita da muratore".
fonte 'l'eco di bergamo'